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Notifica Pec inviata dopo le 21: Scissione dell’efficacia non applicabile

l principio della scissione degli effetti della notificazione per il notificante e il destinatario trova fondamento nell'esigenza di non far ricadere sul notificante incolpevole le conseguenze negative del ritardo nel compimento di attività del procedimento notificatorio sottratte al suo controllo;

mentre ove si discorra di notifiche fatte via Pec l'intera attività notificatoria avviene sotto diretto controllo del notificante; a sua volta la regola posta dall'art. 16-septies del d.l. n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221 del 2012, secondo cui le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21, ha la funzione di disciplinare espressamente i tempi relativi al corretto ed efficace svolgimento dell'attività notificatoria a tutela di un diverso e meritevole interesse, qual è quello di non costringere i professionisti alla continua verifica, a qualsiasi ora del giorno e della notte, dell'arrivo di atti processuali.

Questo è quanto stabilito dall'ordinanza n. 28864/2018 della Cassazione civile.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28864 del 12 novembre 2018, dichiara inammissibile, ai sensi dell'art. 360 bis c.p.c., il ricorso con il quale si eccepiva l'illegittimità costituzionale dell'art. 16 septies del decreto legge n. 179 del 2012, per contrasto con gli artt. 3 e 24 costituzione e, tramite la suddetta declaratoria di incostituzionalità, si denunziava quindi, col primo motivo, la violazione e la falsa applicazione della norma e dell'art. 147 c.p.c., per non esser stati considerati gli effetti della scissione processuale degli adempimenti, tra il notificante e il destinatario e, con il secondo motivo, il ricorrente denunzia la violazione o falsa applicazione dell'art. 153 c.p.c. sostenendo di aver avuto diritto alla rimessione in termini, negata invece dal giudice del merito sul presupposto che, alla base del tardivo invio dell'atto erano stati dedotti problemi della casella PEC non imputabili al difensore, il quale aveva dovuto procedere allo svuotamento e al salvataggio delle PEC da conservare e alla cancellazione di quelle inutili, onde liberare spazio nella casella di posta certificata e consentire, quindi, l'invio della notifica.

Quanto al primo motivo del ricorso, il Collegio ne dichiara l’inammissibilità, ai sensi dell'art. 360 bis c.p.c., posto che la Corte ha già affermato che l'art. 16 septies del decreto legge n. 179 del 2012, convertito con modifiche dalla legge n. 221 del 2012, non prevede la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante e il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario, donde da tale principio non è informata la disciplina delle notificazioni a mezzo PEC ex art. 147 c.p.c. (Cass. Civ. n. 8886/2016Cass. Civ. n. 21915/2017); la questione di legittimità costituzionale è manifestamente infondata, poiché la situazione presa a parametro ai fini della eccezione (ex artt. 3 e 24 costituzione) non è pertinente: il principio della scissione degli effetti della notificazione per il notificante e il destinatario trova fondamento nell'esigenza di non far ricadere sul notificante incolpevolele conseguenze negative del ritardo nel compimento di attività del procedimento notificatorio sottratte al suo controllo; mentre ove si discorra di notifiche fatte via PEC l'intera attività notificatoria avviene sotto diretto controllo del notificante; a sua volta la regola posta dall'art. 16 septies del decreto legge n. 179 del 2012, convertito, con modifiche, dalla legge n. 221 del 2012, secondo cui le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21, ha la funzione di disciplinare espressamente i tempi relativi al corretto ed efficace svolgimento dell'attività notificatoria a tutela di un diverso e meritevole interesse, qual è quello di non costringere i professionisti alla continua verifica, a qualsiasi ora del giorno e della notte, dell'arrivo di atti processuali.

Da una lettura affrettata dell’ordinanza in commento potrebbe, erroneamente, desumersi che i Giudici di Piazza Cavour neghino, a prescindere, l’applicabilità alle notifiche PEC della scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante e il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario; in realtà la Suprema Corte, con la decisione 28864/2018, non fa che ribadire e confermare, in merito alla questione, i precedenti orientamenti dai quali si evince che l’art. 16-septies decreto legge n. 179 del 2012 non consente l’applicabilità del principio della scissione dell’efficacia della notifica per il notificante e per il destinatario solo ove il procedimento notificatorio sia stato iniziato dopo le ore 21.00.

Dall’ordinanza, infatti, si evince che la notifica PEC, dalla quale è poi scaturito il ricorso per Cassazione, è iniziata sicuramente dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza e, più precisamente, alle ore 23.26: “(omissis) ricorre per cassazione nei confronti della sentenza con la quale la corte d'appello di Bologna ha dichiarato inammissibile per tardività il gravame dal medesimo interposto con l'atto di citazione notificato in modalità telematica il 30-11-2017, a ore 23'26, rispetto all'ordinanza di primo grado comunicata a mezzo Pec il 31-10-2017, nell'ambito del procedimento instaurato per il riconoscimento della protezione internazionale e umanitaria...”.

E’, quindi, per questo motivo che la notifica, in applicazione dell’articolo 147 c.p.c., non essendo l’attività notificatoria iniziata entro le ore 21.00 del 30.11.2017, deve intendersi effettuata, anche per il notificante, il 1 dicembre 2017 ed è sempre per tale motivo che la Cassazione ha ritenuto di non poter applicare la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante e il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario.

Sempre nell’ordinanza in commento, il Collegio a supporto della decisione, fa riferimento a due precedenti decisioni (Cass. Civ. n. 8886/2016Cass. Civ. n. 21915/2017); in particolare, dalla lettura della sentenza n. 21915/2017, si evince che la questione in esame è stata in precedenza esaminata da questa Corte, che è già pervenuta alla medesima soluzione nel senso della tardività della notifica, con sentenza n. 8886 del 2016. In quella occasione, la Corte ha espresso il principio di diritto secondo il quale "L'art. 16 septies del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. dalla 1. n. 221 del 2012, non prevede la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante ed il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario, espressamente disposta, invece, ad altri fini, dall'art. 16 quater dello stesso d.l. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto quindi tardiva la notifica del ricorso per cassazione affermando che si era perfezionata, sia per il notificante che per il notificato, il giorno successivo a quello di scadenza del termine per l'impugnazione, poiché eseguita dopo le ore 21 di quest'ultimo giorno)".

E’ fuor di dubbio, quindi, che gli articoli 16-septies e 16-quater del D.L. 179/12 debbano essere coordinati tra loro essendo entrambe le disposizioni emanate per completare la disciplina delle notifiche in proprio tramite PEC; l’articolo 16-quater D.L. 179/12 altro non fa che ribadire, confermare ed applicare, anche alle notifiche effettuate dal difensore tramite PEC ai sensi della legge n. 53/94, quanto già dedotto dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione in tema di notifiche se è vero come è vero che la citata norma così recita:

Art. 16-quater, D.L. 179/2012 - Modifiche alla legge 21 gennaio 1994, n. 53

3. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall'articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall'articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68.

Tale norma, nell’inserire l’articolo 3 bis nella legge 53/94, ha quindi disposto che anche per le notifiche effettuate dall’avvocato tramite PEC, debba ritenersi operativa la scissione dell’efficacia della notifica per il notificante e per il destinatario: per il primo, il notificante, la notifica deve intendersi perfezionata nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione, mentre per il secondo, il destinatario, la notifica deve intendersi perfezionata nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione.

Ritengo utile riproporre, un piccolo ma, spero, esaustivo esempio, già utilizzato in altro commento relativo a simile questione:

1) notifica eseguita tramite PEC alle 20.55 del giorno di scadenza

2) la ricevuta di accettazione arriva alle ore 20.58

3) la ricevuta di consegna arriva alle ore 21.01

4) la notifica, per il notificante, deve comunque intendersi perfezionata nel giorno di scadenza dovendosi applicare il principio della scissione dell’efficacia della notifica per chi effettua la notifica e per chi la riceve stabilito, in generale dalla Corte Costituzionale e, dalla Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 24822 del 9 dicembre 2015 e, in particolare, per le notifiche tramite PEC, dall’art. 3 bis comma 3 della L. 53/94 così come introdotto dall’art. 16 quater del D.L. 179/12.

5) essendosi la notifica perfezionata per il notificante, ove non vi sia costituzione del convenuto, il Giudice dovrà disporre la rinnovazione della notifica.

Ciò premesso, l’art. 16-septies D.L. 179/12, così come affermato dal Collegio, non consente l’applicabilità del principio della scissione dell’efficacia della notifica per il notificante e per il destinatario solo ove la notifica sia stata eseguita dopo le ore 21 (PEC inviata dal notificante dopo le ore 21.00 o ricevuta di accettazione pervenuta, al notificante, dopo le ore 21.00) e la stessa, in siffatta ipotesi, deve considerarsi perfezionata alle ore 7 del giorno successivo; ma ciò non fa altro che confermare, in tutte le altre ipotesi diverse da quella indicata dall’articolo 16-septies D.L. 179/12, l’applicabilità del principio della scissione dell’efficacia della notifica per il notificante e per il destinatario anche alle notifiche effettuate tramite PEC ex L. 53/94, proprio in applicazione del principio stabilito, in generale dalla Corte Costituzionale e, da ultimo, dalla Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 24822 del 9 dicembre 2015 e, in particolare, per le notifiche tramite PEC, come già detto, dall’art. 3 bis comma 3 della L. 53/94 così come introdotto dall’articolo 16 quater del D.L. 179/12.

A medesima decisione erano pervenuti i Giudici di Piazza Cavour con l’ordinanza n. 30766, pubblicata il 22 dicembre 2017, se è vero come è vero che, prendendo spunto dalle decisioni n. 8886/16 e n. 21915/17, formulavano il seguente principio di diritto:

"Ai sensi del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 16-septies convertito con modificazioni nella L. 17 dicembre 2012, n. 221, qualora la notifica con modalità telematiche venga richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione, dopo le ore 21.00, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo. E' pertanto inammissibile, perchè non tempestivo, il ricorso per cassazione la cui notificazione sia stata richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l'impugnazione".

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